Redazione Primm

Hanno diritto agli assegni per il nucleo familiare anche i lavoratori stranieri che hanno lasciato in patria coniuge o figli.

La Corte di Giustizia Ue con due sentenze del 25 novembre scorso (causa C‑303/19 e C-302/19) ha, infatti,  riconosciuto che uno Stato membro non può rifiutare o ridurre il beneficio di una prestazione di sicurezza sociale al soggiornante di lungo periodo o ai titolari di un permesso unico lavoro, per il motivo che i suoi familiari o taluni di essi risiedono non sul suo territorio, bensì in un paese terzo, quando invece accorda tale beneficio ai propri cittadini indipendentemente dal luogo in cui i loro familiari risiedano.

La questione

Nell'ordinamento italiano l'assegno al nucleo familiare (ANF), istituito dalla legge n. 153/88, è una prestazione economica a sostegno del reddito delle famiglie dei lavoratori dipendenti o dei pensionati da lavoro dipendente, calcolata in relazione alla dimensione del nucleo familiare, alla sua tipologia, nonché al reddito complessivo prodotto al suo interno. L'assegno viene pagato ai lavoratori dipendenti in attività, in occasione del pagamento della retribuzione direttamente dal datore di lavoro. L'importo dell'assegno è calcolato in base alla tipologia del nucleo familiare, al numero dei suoi componenti e all'importo del reddito complessivo prodotto nell'anno solare precedente al periodo cui si riferisce la domanda. 

Vengono considerati parte del nucleo familiare il richiedente, il proprio coniuge ed i figli minori di anni 18, conviventi o meno.  I lavoratori stranieri, a differenza di quelli italiani e comunitari, hanno diritto all'assegno per il nucleo familiare solo per i familiari residenti in Italia, salvo il caso in cui il paese di provenienza del lavoratore abbia stipulato con l'Italia una convenzione in materia di trattamenti di famiglia, o nei casi in cui possa applicarsi la normativa comunitaria di sicurezza sociale ( legge n. 153/88 articolo 2, comma 6 bis)

I lavoratori stranieri rifugiati politici, in conseguenza dell'equiparazione ai cittadini italiani, hanno invece diritto all'assegno anche per i familiari residenti all'estero.

La differenza di  trattamento tra cittadini italiani e stranieri ha dato luogo negli anni ad un notevole contenzione ed alla fine i dubbi sul carattere discriminatorio della norma hanno indotto la Cassazione (con l'ordinanza n. 9022 del 1 aprile 2019)  a sollevare questione pregiudiziale  con riferimento alla sua compatibilità con il principio di parità di trattamento con i cittadini nazionali previsto per i cittadini stranieri titolari di un permesso unico lavoro (articolo 12, lett. e della direttiva 2011/98/UE). Parimenti, con l'ordinanza n.9021, la Cassazione ha sollevato questione pregiudiziale  con riferimento alla compatibilità della  sopracitata norma sugli ANF con il principio di parità di trattamento con i cittadini nazionali previsto per i cittadini stranieri titolari di permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo (articolo 11 lett. d della direttiva 2003/109/UE).

La decisione

La Corte di Giustizia ha riconosciuto che la diversità di trattamento prevista dalla normativa italiana è in contrasto sia con la direttiva 109/2003 (che riguarda i soggiornanti di lungo periodo) sia con la direttiva 2011/98 (che riguarda i titolari di un permesso unico lavoro).

Entrambe le direttive, riconosce la Corte "mirano a creare condizioni uniformi minime nell'Unione a  riconoscere che i cittadini di paesi terzi contribuiscono all'economia dell'Unione con il loro lavoro e i loro versamenti contributivi di imposte e a fungere da garanzia per ridurre la concorrenza sleale tra i cittadini di uno stato membro e i cittadini di paesi terzi derivante dall'eventuale sfruttamento di questi ultimi" e non consentono pertanto (salvo casi particolari)  trattamenti differenziati.

Fonte: Corte di Giustizia dell'Unione Europea

Martedì, 01 Dicembre 2020 21:34

CICLO DI INCONTRI PER COSTRUTTORI DI PACE

Ciclo di incontri per costruttori di pace organizzato dalla Scuola di pace di Pesaro per imparare a costruire ponti e non muri.

12 Dicembre 2020 ore 16:00 - 18:00 

16 Gennaio 2020 ore 16:00 - 18:00

Partecipazione su Facebook Live

In allegato la locandina.

Fonte: Scuola di pace Pesaro

Per accompagnare migranti e persone con background migratorio in tutti gli stadi dell'integrazione è stato presentato il focus su Istruzione, Lavoro, Salute e Casa.

La Commissione Europea ha presentato il Piano d'azione per l'integrazione e l'inclusione 2021-2027 (qui una scheda di sintesi). “Se vogliamo aiutare le nostre società ed economie a prosperare, abbiamo bisogno di supportare chiunque è parte della società, con l’integrazione come diritto e dovere per tutti”. Questa sfida non riguarda solo gli ultimi arrivati, ma anche quanti, arrivati da tempo, hanno acquisito la cittadinanza comunitaria con la naturalizzazione. Per questo, il nuovo Piano allarga il suo raggio di azione dai cittadini dei Paesi terzi fino ai cittadini Ue con background migratorio, una novità importante rispetto al Piano d’Azione per l’Integrazione del 2016, di cui raccoglie il testimone. 

Si parte da un insieme di principi e valori chiave. L' inclusione deve essere “per tutti”, quindi tutte le politiche devono essere accessibili e funzionare anche per i migranti. Allo stesso tempo, quando necessario, serve un supporto targettizzato e “su misura”, mentre l'ottica di genere e la lotta contro la discriminazione devono diventare la norma. "Un’integrazione di successo dei migranti dipende sia dall'azioni iniziale che dall’investimento a lungo termine”, scrive la Commissione, che mira quindi a supportare ogni stadio del processo. Le partnership multistakeholder massimizzeranno il valore aggiunto, chiamando in gioco tutti i livelli di governo: europeo, nazionale e locale, ma anche tutti gli attori dell’integrazione: società civile, istituzioni educative, datori di lavoro e parti socio-economiche, comunità religiose, organizzazioni della diaspora e i migranti stessi...  
 
Il Piano individua quattro aree di azione principali relative a: Istruzione e formazione, Lavoro e competenze, Salute e Casa.  
 
Per istruzione e formazione, si mira a favorire l'accesso dei bambini migranti o con background migratorio a educazione e cura nella prima infanzia di alta qualità e inclusive;  fornire agli insegnanti formazione e strumenti per gestire classi multiculturali e multilingue a beneficio di tutti gli alunni; creare comunità di apprendimento multi-stakeholder che coinvolgano scuole, servizi sociali e genitori; a velocizzare e semplificare il riconoscimento delle qualifiche acquisite in Paesi non Ue;  a promuovere la partecipazione dei migranti a programmi completi di formazione linguistica e civica che iniziano quando arrivano e li accompagnano lungo i percorsi di integrazione.  
 
Nell'area Lavoro e competenze, gli obiettivi principali sono: rafforzare la cooperazione tra gli attori chiave del mercato del lavoro e i migranti a livello europeo, nazionale e locale; supportare maggiormente gli imprenditori migranti, inclusi gli imprenditori sociali, attraverso facilitazioni per l’accesso al credito, formazione e consulenza; aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro; rendere più efficace e veloce la  valutazione delle competenze e supportare upskilling e reskilling anche attraverso la validazione di procedure per l’apprendimento non formale e informale; aumentare la partecipazione dei migranti a istruzione e formazione professionale di alta qualità.  
 
Per quanto riguarda la Salute, il Piano d’azione vuole che migranti e cittadini Ue con background migratorio siano informati dei loro diritti e abbiano parità di accesso ai servizi sanitari, inclusi quelli per la salute mentale, secondo le condizioni di legge e le prassi nazional. Nel facilitare l’accesso ai servizi sanitari, si deve, inoltre, tenere pienamente conto delle sfide specifiche affrontate dalle donne, inclusa l’assistenza sanitaria pre-natale e alle neomadri.  
 
Si sottolinea l'importanza di garantire l’accesso ad alloggi adeguati e a buon mercato, compreso l’housing sociale. In questo caso i  singoli Stati membri e autorità regionali e locali devono avere a disposizione strumenti e buone pratiche per contrastare le discriminazioni nel mercato degli alloggi, così come soluzioni innovative per favorire l’inclusione e combattere la segregazione. Si propone di promuovere modelli di alloggio individuali, anziché collettivi, per i richiedenti asilo, in particolare le famiglie, e disseminare e ampliare modelli innovativi per i titolari di protezione internazionale.  
 
Infine, le azioni a supporto di un’effettiva integrazione e inclusione, trasversali a tutte le aree prese in considerazione: costruire partenariati forti tra tutti gli attori; sfruttare le opportunità offerte dai fondi europei; promuovere la partecipazione e l’incontro con la comunità ospitante; potenziare l’uso delle nuove tecnologie e di strumenti digitali; monitorare i progressi mirando a politiche di integrazione e inclusione basate sulle evidenze.  
 
 
Fonte: Europa.eu
 
 
Mercoledì, 18 Novembre 2020 16:01

L'IMPATTO FISCALE DELL'IMMIGRAZIONE NELL'UE

Lo studio condotto dai ricercatori del Joint Research Centre della Commissione Europea evidenzia che una maggiore partecipazione al mercato del lavoro dei migranti extracomunitari potrebbe generare grandi guadagni fiscali per i Paesi ospitanti.

Lo studio sottolinea grandi differenze nei contributi fiscali dei cittadini nativi, dei migranti dell'UE e dei migranti extra-UE, e nei prossimi 20 anni i contributi di questi tre gruppi si evolveranno in modo molto diverso. Attualmente per i nativi si rileva un contributo fiscale netto più elevato rispetto ai migranti provenienti da fuori dell'UE, e simile rispetto ai migranti provenienti da Paesi UE. Tuttavia, a causa dell'invecchiamento delle popolazioni native, questa relazione è destinata ad invertirsi nel prossimo futuro.

Tra le più rilevanti evidenze emerse:

  • I cittadini nativi diventeranno maggiori beneficiari netti della spesa pubblica rispetto ai migranti extra-UE, anche se non verranno adottate misure per facilitare l'accesso al mercato del lavoro per i migranti extra-UE;
  • I migranti dell'UE, in particolare, in futuro saranno grandi contribuenti netti dei bilanci pubblici;
  • Se non verranno adottate misure per migliorare l'integrazione nel mercato del lavoro dei migranti extracomunitari, i migranti dell'UE saranno in futuro l'unico gruppo a fornire un contributo netto positivo ai bilanci pubblici;
  • Migliori opportunità di accesso al mercato del lavoro per i migranti extra-UE porterebbero a grandi guadagni fiscali: se i migranti extra-UE avessero lo stesso livello di partecipazione al mercato del lavoro dei cittadini autoctoni e dei migranti UE, potrebbero generare notevoli guadagni fiscali per i paesi ospitanti. Ciò contribuirebbe a compensare l'onere creato dai crescenti costi pensionistici generati dall'invecchiamento della popolazione autoctona.

Entro Novembre 2020 sarà presentato il Nuovo Piano d’Azione per l'integrazione e l’inclusione. Questo definirà azioni concrete e orientamenti strategici per gli Stati membri dell'UE, compreso il sostegno finanziario.

Per maggiori informazioni e per leggere il rapporto di ricerca “Projecting the net fiscal impact of immigration in the EU” vedi qui.

Fonte: Integrazione Migranti

Martedì, 17 Novembre 2020 07:08

Ciclo di incontri per costruttori di pace

Ciclo di incontri per costruttori di pace organizzato dalla Scuola di pace di Pesaro per imparare a costruire ponti e non muri.

21 Novembre 2020 ore 16:00 - 18:00

12 Dicembre 2020 ore 16:00 - 18:00 

16 Gennaio 2020 ore 16:00 - 18:00

Partecipazione su Facebook Live

In allegato la locandina.

Fonte: Scuola di pace Pesaro

 

OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), UNHCR (Agenzia ONU per i Rifugiati), e UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia) hanno pubblicato la guida per gli operatori e le operatrici impegnati in prima linea per fornire supporto alle persone sopravvissute a violenza di genere. La Guida è stata adattata da una risorsa globale al contesto migratorio italiano, ed è particolarmente rilevante in questo momento in cui la pandemia di COVID-19 sta ulteriormente esacerbando le vulnerabilità preesistenti, tra cui quelle delle donne e delle bambine e adolescenti migranti e rifugiate.

In Italia, a seguito della pandemia, il numero delle chiamate ricevute dal numero nazionale antiviolenza e stalking 1522, ha registrato un aumento del 119% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato è in linea con i trend globali che evidenziano un‘intensificazione della violenza connessa all’introduzione di misure di contenimento che hanno limitato la mobilità e aumentato il potenziale isolamento.

L’emergenza sanitaria ha inoltre reso più difficile l’accesso da parte delle donne e ragazze migranti e rifugiate ai sistemi di protezione, anche a causa di barriere culturali e linguistiche.

La Guida - presentata oggi dalle tre Organizzazioni in un incontro online con i rappresentanti del Dipartimento per le Pari Opportunità e del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione - è un vademecum delle azioni che consentono a tutti/e gli/le operatori/trici che lavorano a contatto con le vittime di violenza di essere in grado di fornire un primo supporto.  In questi casi, è cruciale agire nel rispetto dei principi guida garantendo la sicurezza, la riservatezza e rispettando la dignità della persona sopravvissuta, osservando sempre il principio di non discriminazione.   

Lo strumento ribadisce la necessità – in caso di racconto di un episodio di violenza – di mettere in pratica l’approccio del primo soccorso psicologico, sottolinea l’importanza della preparazione di operatori/trici, la rilevanza dell’osservazione, l’ascolto e la connessione con i servizi sul territorio. Ogni passo è illustrato in maniera specifica all’interno della Guida, accompagnato anche da consigli pratici.

La Guida contiene inoltre una scheda di approfondimento che evidenzia le connessioni esistenti tra la pandemia di COVID-19, le misure adottate per fronteggiarla e l’aumento del rischio di violenza di genere. 

“La violenza di genere rappresenta una delle forme di violenza più diffuse al mondo che coinvolge individui, famiglie e intere comunità ed è frutto di dinamiche complesse. L'esperienza pratica ci ha insegnato molto sulle reali sfide sul campo nell'implementazione di politiche volte ad affrontare la violenza di genere. Una di queste sfide è quella di dedicare una specifica attenzione anche alle donne lavoratrici immigrate che, se prive di un regolare contratto di lavoro, sono maggiormente esposte a fenomeni di sfruttamento, tratta e schiavitù, di cui l’OIM è testimone anche attraverso le sue attività di contrasto al caporalato e alla tratta di esseri umani”, ha dichiarato Laurence Hart, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento OIM per il Mediterraneo. 

“Sappiamo che la maggior parte delle persone sotto il mandato dell’UNHCR che arrivano in Italia sono sopravvissute a violenza sessuale e di genere e che molte continuano ad essere esposte al rischio di subire violenza anche qui”, ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante dell’UNHCR per l'Italia, la Santa Sede e San Marino. “Questo rischio è stato aggravato dalla pandemia, e pertanto insistiamo sull’importanza di garantire un accesso tempestivo a servizi adeguati, seguendo le modalità presentate in questa Guida”.

“Tra le testimonianze che ascoltiamo spesso è evidente l’interconnessione tra migrazione e violenza, un fenomeno aggravato dalla recente pandemia”, ha dichiarato Anna Riatti, Coordinatrice UNICEF del programma per bambini e adolescenti migranti e rifugiati in Italia. “Per questo riteniamo fondamentale che tutti gli operatori a contatto con minori e giovani siano preparati a intervenire prontamente e in maniera decisiva per fornire un concreto supporto a sopravvissuti a violenza e ai gruppi più a rischio”. 

La Guida è scaricabile al link: 

https://www.unicef.it/doc/10140/guida-unicef-oim-unhcr-su-violenza-di-genere-e-migrazioni.htm

Fonte: OIM

Mercoledì, 04 Novembre 2020 07:08

COVID-19: INFO PER MIGRANTI IN PIÙ DI 50 LINGUE

Ai fini della protezione della popolazione e della tutela della salute pubblica è di fondamentale importanza che tutti abbiano accesso paritario alle informazioni sulle regole per il contenimento del virus e sull’accesso ai servizi. Per questo da febbraio 2020 l’associazione di volontariato Il Grande Colibrì, a volte collaborando con altre organizzazioni (Certi Diritti, Les Cultures, Naga e da novembre con il sostegno di UNHCR e Intersos), sta realizzando materiali informativi sul nuovo coronavirus SARS-CoV-2 e sulla pandemia di COVID-19 in decine di lingue. Le traduzioni comprendono anche materiale sulla violenza contro le donne, considerato il forte aumento di casi durante il lockdown. Finora sono stati realizzati, sempre e solo grazie a persone volontarie, 189 testi informativi e 78 video.

Sulla pagina de Il Grande colibrì sono ora disponibili gli aggiornamenti del materiale informativo semplificato in italiano e in decine di altre lingue in relazione alle nuove disposizioni nazionali e regionali (il materiale con le norme regionali sarà pronto nei prossimi giorni).

Per scaricare le schede visita il sito de Il Grande Colibrì

Fonte: Il Grande colibrì

Nell'ambito del progetto "Welcome - Working for refugee integration", l'Agenzia Onu per i Rifugiati UNHCR ha premiato oggi l'impegno per l'inclusione lavorativa dei rifugiati dimostrato nel 2019 da 121 grandi, medie e piccole imprese italiane e da 52 cooperative, onlus, fondazioni, associazioni di categoria, sindacati, servizi per il lavoro ed enti locali.

Le aziende, in particolare, si sono aggiudicate il logo "Welcome - Working for Refugee Integration"; gli altri, il logo "We Welcome", novità introdotta in questa terza edizione del Premio.

"Il Made in Italy riflette non solo prodotti di altissima qualità, ma anche valori sociali quali l'accoglienza e la diversità, e l'imprenditoria italiana è capace di ispirare il mondo non solo a livello commerciale ma anche a livello umano", ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante UNHCR per l'Italia, la Santa Sede e San Marino.
"La cosa che mi ha colpito di più delle storie di inclusione che ho ascoltato è sentir parlare di rifugiati assunti come di talenti, di persone che vogliono superarsi e di portatori di arricchimento e di creatività. Investire in loro ha portato inoltre nuova energia fra i dipendenti, trasformando la diversità in un grande vantaggio per le aziende", ha proseguito Cardoletti. "I rifugiati hanno una gran voglia di contribuire e dare una mano al paese che li ha accolti, soprattutto in un momento di grande difficoltà, anche per le aziende. Solo con un sistema di solidarietà globale potremmo superare questa situazione difficile". 

"L'inclusione lavorativa delle persone bisognose di protezione è doverosa e possibile, ma né queste persone possono essere abbandonate nel muovere i primi passi verso l'autonomia, né le imprese, soprattutto le più piccole, vanno lasciate sole nel confrontarsi con bisogni e vulnerabilità così peculiari", ha detto Tatiana Esposito, Direttore Generale dell'Immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. "Occorre la collaborazione di più mondi: accoglienza, formazione, servizi per il lavoro... non si può rinunciare al contributo del Terzo Settore e le Istituzioni devono spendersi per favorire e mantenere questo sistema complesso di relazioni".

"È il modello - ha sottolineato Esposito - su cui in Italia costruiamo l'integrazione, mettendo insieme tanti e diversi livelli di governo e tanti e diversi attori. È il modello plurale su cui la comunità internazionale e l'Unione Europea puntano da anni, richiamato nell'essenza stessa dei Global Compact sui migranti e sui rifugiati o del Nuovo Patto su immigrazione e asilo presentato a fine settembre dalla Commissione. "Patti", appunto, decisioni di venirsi incontro, colmare le distanze, adattarsi gli uni agli altri e collaborare nell'interesse comune". 

Sul nuovo sito Welcome.Unhcr.It dedicato al progetto sono pubblicati storie, materiali e altri strumenti utili alla diffusione del progetto e allo scambio e condivisione di buone prassi.
E già da oggi, infine, sono aperte le candidature per la quarta edizione di "Welcome - Working for refugee integration".

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha attribuito agli ispettorati territoriali del Lavoro una prima parte delle quote degli ingressi per lavoro autonomo e subordinate e delle conversioni dei permessi di soggiorno autorizzate dal decreto flussi 2020. Questo consentirà di iniziare a lavorare le domande presentate da datori di lavoro e cittadini stranieri.  

In particolare, sono state già distribuite tra le province:  

-4000 quote destinate agli ingressi per lavoro subordinato non stagionale nei settori dell’autotrasporto merci per conto terzi, dell’edilizia e del turistico-alberghiero 

- 2.466 quote destinate alle conversioni in permessi di soggiorno per lavoro subordinato e autonomo 

- 6.500 quote per ingressi per motivi di lavoro stagionale nei settori agricolo e turistico alberghiero 

- 4.938 quote per istanze di lavoro stagionale (anche pluriennale) nel settore agricolo per domande presentate dalle associazioni datoriali Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative (Lega cooperative e Confcooperative) per conto dei datori di lavoro.  

Tra le novità del decreto flussi 2020, c’è una riserva di quote (6 mila) destinate proprio alle domande per ingressi stagionali presentate dalle associazioni datoriali del settore agricolo. L’esame di queste domande, come prevede una direttiva del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, avrà la precedenza.  

Le rimanenti quote per ingressi e conversioni delle tipologie già citate verranno assegnate successivamente in base alle necessità dei territori. Altre quote (come quella per lavoratori che hanno completato programma di formazione in patria o per i lavoratori di origine italiana in Venezuela) verranno gestite a livello centrale dalla Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione e assegnate in base alle richieste pervenute.  

Leggi 

Circolare n. 15 del 2 novembre 2020 di attribuzione delle quote flussi per l'anno 2020 

All. 1 -  Attribuzione quote di conversione permessi di soggiorno in lavoro subordinato ed autonomo e quote di lavoro subordinato settori autotrasporto merci per conto terzi, edilizia e turistico alberghiero; 

All. 2 - Attribuzione quote per l'ingresso di lavoratori non comunitari per lavoro stagionale/pluriennali e quote per l'ingresso di lavoratori stagionali /pluriennali nel settore agricolo su istanze presentate dalle organizzazioni professionali dei datori di lavoro; 

All. 3 - Direttiva del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali 

Approfondimento: Flussi d'ingresso dei lavoratori extraue per l'2020

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Venerdì, 30 Ottobre 2020 07:04

DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE 2020

E' stato presentato il Rapporto che da 30 anni racconta con dati e analisi il fenomeno migratorio in Italia.

«La parola d'ordine di questo 2020 è "distanziamento sociale",… raccomandazione che se riferita agli immigrati che vivono con noi in Italia, non ha avuto e non ha difficoltà a venire osservata, perché si innesta su un atteggiamento già abbondantemente radicato: con gli stranieri è bene mantenere le distanze e soprattutto tenerli a distanza"Questa la riflessione con cui Luca Di Sciullo, coordinatore del Dossier statistico immigrazione e presidente del Centro studi e ricerche Idos, ha introdotto il 28 ottobre scorso  la presentazione del nuovo Rapporto, giunto all'edizione numero 30 e realizzato da Idos in partenariato con il Centro studi Confronti, grazie al sostegno finanziario della Chiesa Valdese.

Anche in questa fase storica estremamente problematica, per gli effetti socialmente ed economicamente dirompenti della pandemia globale, il Dossier Statistico Immigrazione risulta essere uno strumento conoscitivo estremamente utile. Come di consueto il volume si apre con la dimensione internazionale ed europea, per poi esaminare le caratteristiche strutturali dei flussi e delle presenze degli immigrati in Italia, i processi di inserimento, integrazione e partecipazione, il contributo dell'immigrazione al lavoro e all'economia nazionali. Diversi i capitoli dedicati quest'anno agli effetti della pandemia sulle condizioni di vita e lavoro dei migranti. Chiudono il Dossier i capitoli dedicati ai singoli contesti regionali e territoriali e un'ampia appendice statistica.

L'auspicio degli autori è che, con l'aiuto dei numeri, si possano superare la demagogia e i luoghi comuni e pervenire a uno sguardo più corretto e il più possibile aderente alla realtà delle cose, così che ne risulti modificato il nostro modo di vivere il mondo e di relazionarci con gli altri e con il futuro che ci attende.

La cartella stampa completa, contenente anche la scheda di sintesi sui numeri è scaricabile a questo link

Per informazioni:

Centro Studi e Ricerche IDOS: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Centro Studi Confronti: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Fonte: Integrazione Migranti

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