Redazione Primm

“Esprimo lo sdegno mio personale e di tutta la comunità di Jesi verso le gravi frasi a sfondo razzista pronunciate, nel corso di una partita di calcio femminile tra il Vicenza e la Jesina, contro una giocatrice di colore della squadra veneta”.
Parole del sindaco Lorenzo Fiordelmondo che ha chiamato il presidente della Jesina calcio femminile condividendo la censura totale contro qualsiasi comportamento che lede la dignità umana a causa del colore della pelle.
“I protagonisti di questo odioso comportamento non sono di Jesi - ha continuato il primo cittadino - purtuttavia la loro azione, per la inevitabile evidenza a livello nazionale, rischia di creare una pessima immagine per la nostra città che, viceversa, per storia, cultura e tradizione, si è sempre distinta per inclusione e solidarietà. Che sia questa spiacevolissima vicenda di monito per riflettere seriamente sui valori dello sport, della convivenza civile e del rispetto di qualunque persona. Alla giovane calciatrice vittima delle offese la nostra forte vicinanza”
 
Così si legge in un comunicato pubblicato su Facebook dall'amministrazione jesina

Il tribunale di Ancona, in risposta al ricorso presentato dall’avvocato Paolo Cognini, ha formulato un’ordinanza che obbliga la questura di Ancona a “formalizzare la ricezione della domanda di protezione internazionale entro 5 giorni dal provvedimento”, evidenziando la problematicità, sotto il profilo giuridico, della pratica di rinviare l’avvio della procedura di richiesta di protezione internazionale e la contestuale accoglienza.

Per qualche dettaglio in più:

- Comunicato dell'Ambasciata dei diritti qui

- Contributo dell'avv. Cognini su Melting Pot qui

La terza edizione del Censimento permanente della Popolazione e delle Abitazioni, svolta nell’autunno 2021, rende disponibili per la prima volta anche informazioni su tre specifici segmenti di popolazione non coinvolti nelle indagini campionarie del Censimento permanente: persone che vivono in convivenze anagrafiche; quelle che risiedono in campi autorizzati o insediamenti tollerati e spontanei; persone senza tetto e senza fissa dimora.

L’insieme delle tre popolazioni rilevate al 31 dicembre 2021 ammonta a 463.294 unità, pari allo 0,8% della popolazione totale censita. Sono più di 351mila le persone che vivono stabilmente in convivenze anagrafiche (case di riposo, Residenze Sanitarie Assistenziali, strutture di accoglienza per immigrati, istituti religiosi, ecc.); le persone senza tetto e senza fissa dimora ammontano a poco più di 96mila, mentre la popolazione che formalmente risulta residente nei campi attrezzati o negli insediamenti tollerati e spontanei è pari a circa 16mila unità.

Più di un terzo della popolazione residente in convivenza è rappresentato da stranieri, concentrati prevalentemente nelle strutture di accoglienza per immigrati e nelle convivenze ecclesiastiche. Invece, Tra le persone senza tetto e senza fissa dimora iscritte nelle anagrafi comunali, quasi il 38% è di nazionalità straniera. Infine, Le persone che risiedono in campi autorizzati o insediamenti tollerati e spontanei sono stranieri in ca. il 20% dei casi.

E' importante evidenziare che questi dati sottostimano il fenomeno: le persone senza dimora e presenti nei campi autorizzati, tollerati e spontanei non registrate in alcun modo (si pensi agli irregolarmente presenti) sfuggono alla rilevazione.

Istat ha rilasciato anche una mappa con dati a livello comunale. Le persone senza tetto e senza fissa dimora iscritte nelle anagrafi comunali sono:

Pesaro = 142

Grottammare = 104

Ancona = 99

Fano = 71

Senigallia = 66

Civitanova = 60

Vale la pena ricordare di nuovo che i numeri non rappresentano necessariamente la portata del fenomeno, ma trattandosi dei soli senza dimora registrati possono essere influenzati anche dalla diversa sensibilità delle amministrazioni locali nella registrazione di questa categoria di persone.

Per leggere i dati qui riportati, il rapporto ISTAT si trova qui

Per un buon articolo di sintesi (anche rispetto alle criticità dei dati rilevati), si veda qui

 

 

 

Martedì, 10 Gennaio 2023 10:30

Permesso di soggiorno per protezione speciale

Il permesso di soggiorno per protezione speciale è stato introdotto dalla legge 132/2018 e i presupposti per il suo rilascio sono stati poi ampliati dal Dl 130/2020, convertito nella legge 173/2022 che ha riformulato l’art. 19 del Testo Unico Immigrazione (TUI), ampliando le ipotesi di divieto di espulsione. La protezione speciale viene concessa quando, al ricorrere di determinati presupposti, non è possibile l’allontanamento dello straniero dal territorio nazionale.

Chi ha diritto al permesso di soggiorno per protezione speciale?

Il permesso di soggiorno per “protezione speciale”  è regolato innanzitutto  dall’art.32, comma 3, D.Lgs. 28 gennaio 2008 n.25 che ne prevede il rilascio  nei casi in cui la Commissione Territoriale non riconosca al cittadino straniero richiedente asilo né lo status di rifugiato né la protezione sussidiaria, ma  ritiene  ricorrano i  presupposti  di  cui  all'articolo  19, commi 1 e 1.1, del Testo Unico Immigrazione (casi di divieto di respingimento). In questi casi la Commissione trasmette  gli  atti  al  questore  per  il rilascio di  un  permesso  di  soggiorno  ((biennale))  che  reca  la dicitura   "protezione   speciale". 
ll permesso per protezione speciale può essere chiesto dai cittadini stranieri direttamente alla Questura, anche al di fuori delle procedure previste per la protezione internazionale (vedi infra).

Quali sono i presupposti che giustificano il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale?

Il permesso per protezione speciale  è rilasciato dal Questore, nel caso in cui ricorrano le condizioni previste dai punti 1 e 1.1. del primo comma dell’art. 19 del Testo Unico Immigraizone. Tale articolo protegge la persona dall'espulsione  o dal   respingimento verso  uno  Stato  in  cui  possa  essere  oggetto  di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di orientamento sessuale, di identità di genere di lingua,  di  cittadinanza,  di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o  sociali, ovvero possa rischiare di essere rinviato verso un  altro  Stato  nel quale non sia protetto dalla persecuzione.

Parallelamente vengono protette tutte le situazioni in cui esistano fondati motivi di ritenere che lo straniero, in caso di espulsione, rischi di essere sottoposto a tortura o a trattamenti inumani o degradanti o di violazioni sistematiche e gravi di diritti umani.

Infine tale articolo, per come modificato dalla L. 173/2020 esclude espressamente la possibilità di allontanamento dello straniero dal territorio nazionale, qualora ciò comporti una violazione del diritto al rispetto della propria vita privata e familiare. In particolare, l’amministrazione dovrà tenere di conto dei vincoli familiari dell’interessato, del suo effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell’esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il Paese di origine.

È possibile richiedere un permesso di soggiorno per protezione speciale senza aver presentato domanda di protezione internazionale?

Si, il permesso per protezione speciale, così come delineato dal d.l. n. 130/2020 (convertito dalla legge n. 173/2020), che ha modificato l’art. 19 del TUI, non è disciplinato esclusivamente dall’art. 32, trattandosi di un particolare tipo di permesso che può essere rilasciato allo straniero che si trovi nelle condizioni previste dai commi 1 e 1.1. dell’ art. 19, anche direttamente dal Questore, previo parere delle Commissioni territoriali.

Come chiarito dalla Commissione Nazionale sul diritto di asilo con la circolare del 19 luglio 2021,  il permesso per protezione speciale può in sostanza essere ottenuto dallo straniero in esito a due diversi procedimenti. Il primo coincide con quello delineato dall’art. 32 coma 3 del d.lgs. 25/2008: la Commissione territoriale, nell’ambito del procedimento per il riconoscimento della protezione internazionale, laddove non ne ravvisi i presupposti, ma accerti l’esistenza delle condizioni di cui ai commi 1 e 1.1. dell’articolo 19 d.lgs. 286/98, ne dispone il rilascio, trasmettendo gli atti al Questore affinché vi provveda.

Il secondo prende le mosse da una domanda dello straniero che può rivolgersi direttamente al Questore per ottenere il permesso, che potrà essere rilasciato previa acquisizione del parere della commissione territoriale sull’esistenza delle condizioni di cui ai commi 1 e 1.1. dell’art. 19 TUI.

Il permesso per protezione speciale è in ogni caso lo stesso ed è sempre rilasciato dal Questore, sulla base dei medesimi presupposti e cioè nel caso in cui ricorrano le condizioni previste dai punti 1 e 1.1. del primo comma

dell’art. 19 TUI. Tale accertamento può essere effettuato a monte dalla Commissione territoriale per la protezione internazionale che dispone l’inoltro della documentazione al Questore perché provveda al rilascio del permesso per protezione speciale  oppure può essere richiesto alla medesima Commissione dal Questore cui sia stata presentata domanda di rilascio del titolo direttamente dallo straniero.

Quale è la procedura nel caso in cui il permesso di soggiorno per protezione speciale sia richiesto direttamente al questore dallo straniero?

Se la domanda di permesso per protezione speciale viene presentata direttamente alla Questura, questa la trasmette, insieme a ogni altra documentazione e informazione utile alla valutazione, alla Commissione territoriale, chiamata a esprimere un parere vincolante sul rilascio del permesso entro 30 giorni dalla ricezione. Se la Commissione ritiene ci siano elementi che potrebbero portare anche al riconoscimento della protezione internazionale, lo segnala alla Questura perché informi il richiedente sulla possibilità di presentare domanda di asilo.

Quale è la durata del permesso di soggiorno per protezione speciale? Può essere rinnovato?

Il permesso di soggiorno per protezione speciale è di durata biennale Il suo rinnovo è subordinato ad una rivalutazione della situazione da parte della Commissione Territoriale.

È possibile lavorare con un permesso di soggiorno rilasciato per protezione speciale? E' possibile convertirlo in un permesso per motivi di lavoro?

Si, il permesso di soggiorno per protezione speciale consente di svolgere attività lavorativa e può essere convertito in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro, subordinato o autonomo, qualora ne ricorrano i requisiti previsti dalla legge (art.6, comma 1-bis, d.lgs. n.286/98 e succ. mod. ed integrazioni).

Il comma 1 bis dell’art. 6 del TUI, espressamente prevede che sono convertibili in permesso di soggiorno per motivi di lavoro, ove ne ricorrano i requisiti, una serie di permessi di soggiorno tra cui “il permesso di soggiorno per protezione speciale, di cui all'articolo 32, comma 3, del decreto legislativo 25/2008, ad eccezione dei casi per i quali siano state applicate le cause di diniego ed esclusione della protezione internazionale, di cui agli articoli 10, comma 2, 12, comma 1, lettere b) e c), e 16, del decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251;” (e cioè in tutti i casi in cui il diniego della protezione internazionale sia stato negato per ragioni connesse alla pericolosità sociale del richiedente).

La giurisprudenza (cfr Tar Veneto sentenza n. 1812 del 23 novembre 2022), dando una lettura costituzionalmente orientata della norma, ha chiarito  che la possibilità di conversione va garantita sia a coloro che hanno ottenuto il permesso a seguito di una domanda di protezione internazionale (o a seguito di una decisione del Tribunale Ordinario), sia a coloro che lo hanno ottenuto dopo aver presentato richiesta direttamente al Questore. Tale permesso di soggiorno, pur potendo conseguire a due diversi procedimenti, è unico in quanto, in entrambi i casi, viene rilasciato in base ai presupposti contenuti nell’art. 19 T.U.Immigrazione e deve, dunque, essere sottoposto alla medesima disciplina. Un’interpretazione diversa risulterebbe priva di ogni ratio e logica.

È possibile presentare autonoma domanda per il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale direttamente in questura se è contemporaneamente pendente il procedimento per la concessione della protezione internazionale? E nel caso in cui è pendente il  ricorso giurisdizionale?

La Commissione Nazionale sul diritto di asilo, con una circolare del 3 luglio 2022  ha riconosciuto che, in assenza di una disciplina che regoli l’eventuale sovrapposizione dei due procedimenti e stante l’autonomia dei due procedimenti, l’ipotesi in cui, al momento di presentazione della domanda di rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale in Questura, la procedura di protezione internazionale sia ancora pendente, la domanda presentata in Questura deve ritenersi “assorbita” nella procedura di protezione internazionale. In tal caso la Questura dovrà informare l’interessato del fatto che, essendo già in corso una procedura di protezione internazionale davanti alla competente Commissione territoriale, l’istanza presentata in Questura “non può essere considerata ammissibile”, e che la documentazione da lui presentata ai fini dell’eventuale riconoscimento – almeno – della protezione speciale, sarà integralmente e prontamente trasmessa alla Commissione per la sua valutazione.

Se invece,  al momento della presentazione della domanda diretta di protezione speciale in Questura, la procedura di protezione internazionale avviata in precedenza sia in fase di contenzioso davanti all’autorità giurisdizionale, la domanda diretta alla Questura deve ritenersi ammissibile, anche in considerazione della notevole lunghezza dei procedimenti giurisdizionali e il possibile mutamento o venir meno delle condizioni che sussistevano al momento dell’istanza (situazione lavorativa, familiare, sanitaria ecc.).

 
Fonte: qui

Quattro gli obiettivi specifici finanziati:

- Sistema Comune Europeo di Asilo (222 milioni di euro): potenziamento di tutto il percorso asilo - informativa nella fase di identificazione; strutture della PS collegate al sistema nazionale di protezione dei richiedenti asilo; miglioramento della performance della Commissione Nazionale Asilo (CNA) e Commissioni Territoriali (CCTT); capacità di primissima accoglienza dei fenomeni legati alla tratta di esseri umani; presa in carico delle vulnerabilità in accoglienza da parte dei Servizi Sanitari sul territorio; promozione dell’autonomia sociale ed economica dei rifugiati; potenziamento delle strutture del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell'Interno; potenziamento dei servizi a favore dei MSNA; potenziamento delle procedure e delle strutture legate al reinsediamento e alle ammissioni umanitarie; rafforzamento del personale consolare dedicato ai corridoi umanitari e reinsediamenti

- Migrazione legale e integrazione (199 milioni di euro), su cui verranno finanziate iniziative di capacity building, qualificazione e rafforzamento degli uffici pubblici; Formazione linguistica; Istruzione inclusiva; Accesso alla formazione universitaria e riconoscimento dei titoli; Supporto al miglioramento della governance multi-livello per l'integrazione socio-lavorativo dei migranti; prevenzione e contrasto al lavoro sommerso e al fenomeno del caporalato; inserimento socio lavorativo di fasce vulnerabili di migranti; valorizzazione, messa in trasparenza e sviluppo delle competenze, realizzazione individuale, socializzazione e partecipazione; promozione della partecipazione e dell'inclusione sociale e lavorativa delle donne migranti; promozione della partecipazione attiva dei cittadini migranti alla vita economica, sociale e culturale; dialogo interculturale e inter-religioso; prevenzione e contrasto alle discriminazioni; azione di sistema per la tutela sanitaria; monitoraggio della tutela volontaria e promozione dell'accoglienza familiare dei MSNA; protezione, tutela e integrazione dei minori stranieri sottoposti a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria; misure pre-partenza e percorsi di orientamento, formazione, informazione nei Paesi di origine; promozione dei canali legali di ingresso regolare in Italia

- "Rinvia" (46 milioni di euro), dedicati a temi di sicurezza, controlli e rimpatri

- "Solidarietà" (15 milioni di euro), dedicati a reinsediamenti, ammissioni umanitarie, complementary pathways

 

Per dettagli e informazioni, vedere qui

 

Martedì, 10 Gennaio 2023 09:56

Assegno sociale

L’Assegno sociale è una prestazione economica di natura assistenziale erogata dall’INPS alle persone anziane più bisognose, che hanno un reddito al di sotto delle soglie stabilite annualmente dalla Legge.

Per ottenere l’assegno sociale, tutti i cittadini (italiani e stranieri) devono soddisfare i seguenti requisiti:

  • avere compiuto 67 anni di età;
  • essere in uno stato di bisogno economico;
  • essere cittadini dell’Unione europea e cittadini extracomunitari loro familiari;
  • essere in possesso dei requisiti reddituali previsti per l'anno di riferimento;
  • essere cittadini stranieri o apolidi titolari dello status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria e rispettivi coniugi ricongiunti oppure essere cittadini extracomunitari titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo;
  • avere residenza effettiva in Italia da almeno 10 anni

La circolare n.13 del 12 dicembre 2022 contiene precisazioni sul requisito dei 10 anni di soggiorno continuativo (che non si considerano interrotti da assenze inferiori a sei mesi consecutivi e non superiori a complessivamente dieci mesi per quinquennio) e su come le strutture territoriali dell’INPS possono verificarli. Inoltre, dà indicazioni relative alla Dichiarazioni dei redditi esteri da parte di cittadini extraUe, analoghe a quelle per l’access al Reddito di Cittadinanza.

Per ulteriori informazioni:

- pagina dedicata sul sito INPS

- circolare di chiarimento sui requisiti

C'è anche un giocatore marchigiano ai Mondiali di calcio maschili in corso in queste settimane in Qatar. Walid Cheddira, infatti, è nato a Loreto nel 1998 da genitori marocchini. Seguendo le orme del padre Aziz, con un passato da giocatore dilettante, Walid Cheddira è cresciuto calcisticamente nelle squadre marchigiane, prima nel Loreto e poi nella Sangiustese.

Dopo alcune peregrinazioni in serie C, esplode tra le fila del Bari: 6 gol e 3 assist in 34 presenze nel campionato di serie C 2021/22; 9 gol e 5 assist in 12 partite nella serie B 2022/23, cui si aggiungono 5 gol in 3 partite in Coppa Italia. Queste performance gli valgono la convocazione in nazionale - coerente con la linea tenuta dalla Federazione marocchina, volta a valorizzare anche i talenti della diaspora - al punto che il Marocco è la squadra del Mondiale con più giocatori nati all'estero: ci azzardiamo a dire che si tratta della "nuova normalità" in un mondo di migrazioni e identità multiple.

Così, Walid Cheddira esordisce nelle amichevoli contro Cile e Paraguay a settembre 2022 e infine ai Mondiali, da subentrato, contro la Spagna il 6 dicembre (ottavi di finale) e contro il Portogallo il 10 dicembre (quarti di finale). Purtroppo la doppia ammonizione rimediata nei minuti finali della partita contro i lusitani gli impedirà di prendere parte alla semifinale contro la Francia.

Alto l'entusiasmo della famiglia, della comunità marocchina marchigiana, ma di tutto il territorio, che festeggia con orgoglio il concittadino salito all'onore delle cronache. Lo testimoniano tante piccole storie - dalla pizzeria di Porto Recanati che dedica al giocatore una pizza, ai ricordi positivi di chi lo ha visto crescere calcisticamente, ai saluti dell'Amministrazione comunale lauretana sui social media.

Ci uniamo alla gioia della madre Amal, del padre Aziz e del fratello Mohamed, che sembra voler seguire le orme di Walid, con l'augurio di vederlo giocare con la maglia dei Leoni dell'Atlante domenica 18 dicembre alle 16: vorrebbe dire finale.

 

Statistiche sul giocatore da Transfermarkt qui e Wikipedia qui

Intervista a Walid Cheddira su vivereMarche qui

Il Comune di Fano - Servizi Educativi organizza il convegno “Nuove generazioni : presente e futuro della comunità locale” che di terrà venerdì 16 Dicembre 2022 alle ore 17,30 presso la Sala ipogea della Mediateca Montanari – MEMO.

Con questa iniziativa, organizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, si avvia un percorso di riflessione sul tema della integrazione delle nuove generazioni di origine straniera, alla luce dell’evoluzione del fenomeno migratorio che ha comportato l'aumento di giovani nati e cresciuti sul territorio comunale.

Porteranno il loro contributo la scrittrice Sabrina Efionayi, autrice di "Addio, a domani. La mia incredibile storia vera" (Einaudi, 2022) e la pedagogista Paola d'Ignazi, già docente di Pedagogia Interculturale presso l'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e autrice di diversi volumi di pedagogia interculturale

La Fondazione Leone Moressa ha presentato il suo rapporto annuale sull'economia dell'immigrazione. 

Qualche dato relativo alla Regione Marche:

  • nell'anno di imposta 2020, i contribuenti nati all'estero sono ca. 116.000, pari al 10,4% dei contribuenti (media nazionale = 10,1%). Nelle Marche si trova il 2,8% dei contribuenti nati all'estero presenti in Italia. La provincia con più contribuenti nati all'estero è Ancona (ca. 36.500), seguita da Pesaro e Urbino (ca. 29.000).
  • il reddito medio annuo dei contribuenti nati all'estero presenti nelle Marche è pari a € 13.640, contro gli € 21.160 dei nati in Italia. Entrambi i valori sono inferiori alla media nazionale (rispettivamente di € 14.360 e € 22.360). Il gap fra redditi dei nati all'estero e dei nati in Italia a livello nazionale e regionale è simile: chi è nato all'estero guadagna ca. il 36% in meno di chi è nato in Italia. La provincia marchigiana in cui i contribuenti nati all'estero hanno un reddito maggiore è quella di Pesaro e Urbino (€ 14.800), seguita da Ancona e Ascoli (vicine a € 13.500), poi da Macerata e Fermo (sotto gli € 13.000). Il gap più alto fra redditi dei nati in Italia e all'estero si ha in provincia di Ancona (40%) seguita da Macerata (37%), Ascoli Piceno e Fermo (33%) e Pesaro e Urbino (ca. 30%).
  • Nelle Marche nel 2021 sono presenti ca. 19.000 imprenditori nati all'estero, pari al 2,5% del totale nazionale, con un'incidenza del 9% sul totale degli imprenditori in regione (dato inferiore alla media nazionale, pari al 10%). Negli ultimi 10 anni nelle Marche le imprese condotte da persona nate all'estero sono cresciute del 12,6% (contro il 31,6% a livello nazionale). La provincia in cui l'incidenza è più alta è quella di Pesaro e Urbino (9,6% degli imprenditori è nato all'estero), mentre quelle con la crescita più significativa nell'ultimo decennio sono Ancona e Ascoli (+22%)

Per approfondimenti, vedere il sito della Fondazione Leone Moressa

In occasione della Giornata Mondiale della lingua araba, domenica 11 dicembre 2022 a Fano (PU) presso il PariCentro, in via Montevecchio n 46, sarà presente l'artista Islam Said, per un pomeriggio alla scoperta della lingua e della cultura artistica araba con un laboratorio di calligrafia. I/le partecipanti avranno modo di sperimentarsi con il calamo. Il laboratorio è gratuito, ma con posti limitati: per prenotare, telefonare allo 0721887385 (PariCentro).
Il pomeriggio continua con l'inaugurazione della mostra "Inchiostri d'oriente". Nell'occazione l'artista farà dono ad ogni partecipante un souvenir. Durante l'inaugurazione, ci sarà un accompagnamento musicale a cura di Gionni Di Clemente, che suonerà l'oud, ascoltando poesie arabe.
L'evento è organizzato in collaborazione da associazione Al Fihriyat, Comune di Fano e L'Africa Chiama.
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