Redazione Primm

Dati al 30 giugno 2022, focus e testimonianze a cura della DG Immigrazione del Ministero del Lavoro

minori stranieri non accompagnati (MSNA) censiti in Italia al 30 giugno sono 15.595, dato in forte aumento rispetto al 2021 (+99,9%) a causa della crisi umanitaria che ha interessato l'Ucraina dal febbraio 2022. 
364 (2,3% del totale) quelli presenti nelle Marche - più che triplicati in un anno. Quasi un quarto sono bambine e ragazze. Le strutture di accoglienza presenti in regione sono 35.

Sono alcuni dei dati raccolti nel nuovo Rapporto di approfondimento semestrale sulla presenza dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) in Italia, pubblicato dalla Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Il Rapporto monitora le presenze, le caratteristiche e l'accoglienza dei minori soli, dando conto anche di nuovi arrivi e allontanamentirichieste di protezione internazionaleindagini familiari nei Paesi di origine e pareri sulla conversione dei permessi di soggiorno alla maggiore età. Illustra, inoltre, le novità procedurali e normative italiane e internazionali e misure per l'inserimento socio-lavorativo come i progetti "Percorsi" e "PUOI".

I contributi di Unhcr, Unicef, Oim, Cittalia - Servizio Centrale del Siproimi/Sai e INAPP approfondiscono particolari aspetti del fenomeno dei MSNA. Ad aprire il Rapporto sono alcune testimonianze di ex minori soli, accolti in Italia e accompagnati verso l'autonomia: un modo per dare voce ai tanti altri giovani "in viaggio" che si celano dietro dati, analisi e norme.
Fra questi anche la testimonianza di Abdelaziz Hamdan Ahmat, ciadiano ospite a Grottammare (AP).
 

La terza ed ultima parte della ricerca PRIMM 2020 si è concentrata sul ruolo degli attori del terzo settore nella programmazione e nell’implementazione dei servizi per la popolazione migrante nella regione Marche. In questa fase sono stati coinvolti operatori e gestori di servizi rivolti in via esclusiva alla popolazione migrante (como coloro che erogano i servizi di prima accoglienza), ma anche operatori e gestori di servizi rivolti alla popolazione vulnerabile in genere e che lavorano sia con i migranti sia con la popolazione lungo residente. E' stato analizzato anche l’impatto che la pandemia da COVID-19 ha avuto su tali servizi.

I principali risultati evidenziano come il ruolo degli attori del terzo settore sia un ruolo chiave per l’erogazione dei servizi e, soprattutto, per l’intercettazione della popolazione straniera più vulnerabile che però ricade nel limbo della zona grigia fra i servizi per la prima accoglienza e quelli per l’intera popolazione. La capacità di intercettare il bisogno e di lavorare in emergenza e la loro flessibilità ha reso questi attori centrali nel fronteggiare lo scoppio della pandemia. La capacità di mobilitare risorse e reti territoriali è il vero asso nella manica di tali attori che lamentano, però, uno scarso coinvolgimento nei processi decisionali e di programmazione dei servizi.

Approfondisci questi ed altri risultati di ricerca nel documento allegato.

 

Puntata 1 qui

Puntata 2 qui

 

Una parte dell'attività di ricerca prevista nel progetto PRIMM 2020 ha visto coinvolta la popolazione migrante presente sul territorio marchigiano, attraverso una survey condotta in parte online e in parte faccia a faccia. Il questionario somministrato mirava a ricostruire la condizione delle persone straniere sul territorio, il livello di accesso e accessibilità ai servizi e alle informazioni, le reti di supporto e il coinvolgimento in attività associazionistiche e di volontariato.

I principali risultati della ricerca rilevano una accentuata vulnerabilità economica delle persone straniere nel territorio regionale, che aumenta all’aumentare della precarietà della situazione giuridica. La principale fonte di sostegno di ogni tipo viene ritrovata all’interno della rete dei parenti e degli amici più prossimi, mentre il ruolo delle comunità di connazionali risulta essere quasi del tutto irrilevante per qualsiasi tipo di necessità. Anche le istituzioni, specialmente ai livelli territoriali meno prossimi, risentono di una scarsa visibilità - anche se rimangono in alcuni casi il principale erogatore di servizi (insieme al mondo del terzo settore).

Circa il 30% dei/delle rispondenti dichiara di essere attivo in associazioni, le quali per la maggior parte sono di stampo sociale e interculturale, all’interno delle quali collaborano cittadini italiani e stranieri.

Approfondisci questi ed altri risultati nel documento allegato.

 

Puntata 1 qui

 

 

L’Università di Urbino ha condotto fra il 2020 e il 2022 una ricerca riguardante l’integrazione della popolazione di origine straniera presente sul territorio regionale, con lo scopo di analizzare il processo di programmazione ed erogazione dei servizi rivolti a tale popolazione, nonché del livello di accesso e di accessibilità di questi servizi per la popolazione migrante e il ruolo giocato da altri attori, come quelli del terzo settore, in questo complesso processo. La ricerca ha visto 3 distinte fasi di rilevazione, che saranno oggetto di diversi post nelle prossime settimane.

Nella prima fase si è analizzato il processo di programmazione, gestione e implementazione dei servizi e ha visto coinvolti in interviste i/le coordinatori/trici e/o i/le responsabili del settore migrazione di 10 degli Ambiti Territoriali Sociali delle Marche. I principali risultati di questa prima parte di ricerca riguardano:

  • La definizione del cambiamento del contesta marchigiano in relazione alla popolazione migrante e al suo accesso ai servizi: sempre meno nuovi arrivi e sempre più famiglie stabilizzate nel territorio

  • L’analisi delle modalità di programmazione ed erogazione dei servizi: tendenza generale a non implementare servizi dedicati ai migranti ma di includerli nei servizi generalisti. Strategia o necessità?

  • La formazione specifica degli operatori: è davvero necessaria per tutti allo stesso modo?

  • Analisi del network territoriale: alcuni territori sono più capaci di altri nel riuscire a mettere in piedi reti territoriali forti e coese, che risultano essere importantissime nella programmazione.

  • Il ruolo dell’associazionismo migrante: risulta essere la chiave del successo della programmazione in alcuni territori, ma spesso gli ATS faticano a coinvolgerle, per limiti organizzativi o per scarsa conoscenza. Manca dialogo e cooperazione.

Questi ed altri risultati possono essere approfonditi nel documento allegato, che riporta la presentazione fatta alle parti interessate in cinque eventi di restituzione su tutto il territorio regionale.

Giovedì, 01 Settembre 2022 23:14

Educazione alla cittadinanza globale

CVM - Comunità Volontari per il Mondo, Università per la Pace, Marche Solidali e Centro Servizi per il Volontariato organizzano un evento per fare il punto della situazione sull'Educazione alla Cittadinanza Globale nella regione Marche.

L’Educazione alla Cittadinanza Globale e l’Educazione alla Sostenibilità richiedono infatti, per poter avere efficacia, una reale concertazione fra tutti i soggetti interessati e coinvolti.

La Regione Marche è l’unica regione in Italia che si è dotata di una Legge sulla Educazione alla Cittadinanza Globale - la L.R. 23/2020 - che però ora necessita di strumenti attuativi e spazi di concertazione fra i diversi attori coinvolti ed attivi sul tema.

Da qui l'incontro a Senigallia, Giovedì 7 Settembre, dalle ore 15,00 alle 18,00 presso l'Aula Magna del Liceo Medi per riflettere sulla possibili modalità di concertazione e coordinamento al fine di migliorare la sinergia e l'efficacia delle diverse iniziative e progettualità. 

Qui allegato il Programma della decima edizione di "Se vuoi la pace prepara la pace" promossa dall'Università per la pace, caratterizzato quest'anno all'insegna dell'Arte.

Un'Arte che non solo può veicolare messaggi di Pace, ma anzi deve, perché è questo il suo scopo e questa è la sua alta missione, se non vuole dimenticare o tradire se stessa. Parafrasando il Maestro Nicola Piovani "Non la spada ma l'arte illumini la via". Ogni evento sia quindi un raggio di luce che illumini le menti ed apra i cuori.

L'Università per la pace invita a partecipare diffondere questo programmaTutti gli eventi sono gratuiti. "Se vuoi la pace prepara la pace" avrà luogo 25 Agosto al 18 Settembre, con eventi in tutta la regione Marche.

Per condividere il programma, consultare anche: https://www.facebook.com/UnivPace/

La Agencia de Noticias Andina riporta che "più di 3.309.635 Peruviani - pari al 10% della popolazione totale - hanno lasciato il Paese fra il 1990 e il 2020 e non sono più ritornati".

Questo periodo non include il cosiddetto "Decennio Perduto" - la crisi economica degli Anni Ottanta.

"Divisi per Paese di residenza, la maggior parte dei Peruviani vive negli Stati Uniti (30,2%), seguiti da Spagna (15,4%), Argentina (13,6%), Cile (11,8%), Italia (10,2%), Giappone (3,7%) e Canada (1,9%)."

Interessante anche che un emigrato peruviano su dieci vive nella sola città di Buenos Aires, in Argentina.

Secondo l'Istituto nazionale di Statistica Peruviano, il Paese ha una popolazione di oltre 34 milioni di abitanti.

L'Istituto di Statistica Italiano conta al 2020 96.545 cittadini peruviani residenti in Italia, 2.234 nelle Marche (per il 56% donne).

I dati dei permessi di soggiorno, invece, indicano che nel 2021 85.000 peruviani sono titolari di un permesso di soggiorno in Italia, per il 70% di lungo periodo.

 

Per saperne di più

La fonte della notizia sulle migrazioni peruviane: in inglese qui e in spagnolo qui

Rapporto annuale sulla comunità peruviana in Italia, a cura del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali qui

Le Associazioni peruviane nelle Marche incluse nella banca dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, reperibile sul portale Integrazione Migranti, sono tre:

1) Associazione Perù nella Provincia di Macerata

2) Centro interculturale peruviano di Civitanova Marche

3) Incas Perù a Pesaro 

Venerdì, 12 Agosto 2022 10:54

Spettacolo teatrale "Welcome"

“Welcome” di e con Beppe Casales è uno spettacolo sulle migrazioni umane. Quello che ha prodotto la guerra in Siria è stato definito il più grande movimento migratorio dopo la seconda guerra mondiale. Il teatro non può non raccontarlo. Partendo da Idomeni perché da qualche parte bisogna partire. Perché è diventato il simbolo di quello che sta succedendo da oltre un anno in Europa: un movimento di uomini donne e bambini che nel cercare pace trovano un muro, un confine chiuso. Perché è stato il più grande campo profughi d’Europa. È stato la vergogna dell’Europa. Uno schiaffo alla dignità dell’uomo.

Si tratta di un progetto finanziato da 85 produttori dal basso e realizzato in collaborazione con Teatri di Marzo e Fucina Underground. "Welcome" ha il patrocinio di Amnesty International - Sezione Italiana, e sostiene i progetti #overthefortressMelting Pot Europa e Refugee Accommodation and Solidarity Space City Plaza – Atene. L'immagine della locandina (allegata) è di Tammam Azzam

Lo spettacolo sarà ospitato a Fano giovedì 25 agosto presso il Bastione Sangallo.

Lo spettacolo si inserisce nel programma della manifestazione regionale "Se vuoi la pace prepara la pace" organizzata dall'Università per la Pace della Regione Marche.

Il trailer è disponibile qui: https://youtu.be/KTdvvxNIql4

 

La comunità nigeriana ha indetto per sabato 6 agosto, ore 14, con partenza dal piazzale antistante lo stadio di Civitanova, un corteo per esprimere solidarietà alla famiglia di Alika Ogorchukwu. alla manifestazione hanno aderito diversi gruppi, movimenti e associazioni antirazziste locali e nazionali.

 

Altre informazioni (Facebook) qui 

Anche migranti e rifugiati diventano, per legge, destinatari delle misure di inserimento socio-lavorativo dell’agricoltura sociale.

È una delle novità introdotte dalla legge di conversione del DL Aiuti, pubblicata venerdì scorso in Gazzetta Ufficiale (in fondo alla pagina il testo dell'articolo). Migranti e rifugiati entrano così espressamente in una platea che già comprende lavoratori con disabilità, lavoratori svantaggiati, persone svantaggiate e minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione e sostegno sociale.

"In questo modo si superano le difficoltà riscontrate a livello di legislazione regionale che non consentono di includere quelle categorie tra i destinatari delle pratiche di agricoltura sociale. Una scelta che riconosce l’importanza del nuovo welfare agricolo”, commenta Coldiretti. Secondo le stime dell’associazione datoriale, in Italia ci sono9 mila fattorie sociali, aumentate di 7 volte nell’ultimo decennio. “Una realtà in grado di offrire oggi un valore di servizi sanitari ed educativi che ha raggiunto il miliardo di euro".

Il DL aiuti contiene anche diverse misuri per migliorare l'accoglienza dei profughi ucraini. Con la conversione in legge sono stati confermati:

-15 mila posti in più per l’accoglienza diffusa presso appartamenti, famiglie e altre strutture, che sarà gestita dal Terzo Settore;

-20 mila destinatari in più per il contributo di sostentamento (300 euro adulti, 150 euro minori), riconosciuto ai profughi che hanno trovato una sistemazione autonomamente;

-altri 27 milioni di euro di contributo forfettario a Regioni e Province Autonome per coprire le prestazioni del Servizio Sanitario;

-un contributo una tantum da 40 milioni ai Comuni investiti dall’emergenza per rafforzare l’offerta di servizi sociali;

-la possibilità, per i profughi, di convertire banconote di hryvnia in banconote in euro a condizioni facilitate;

Fonte: integrazionemigranti.gov.it

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