Redazione Primm

Giovedì, 04 Agosto 2022 11:02

Assegno unico e universale per i figli

Cos'è

L’assegno unico e universale per i figli a carico è un aiuto economico per le famiglie che può variare dai 50 ai 175 euro mensili per figlio in base all'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).

A chi è destinato

L’Assegno unico e universale spetta ai nuclei familiari in cui ricorrono le seguenti condizioni:

  • per ogni figlio minorenne a carico e, per i nuovi nati, decorre dal settimo mese di gravidanza;
  • per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni che:
    • frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea;
    • svolga un tirocinio ovvero un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui;
    • sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
    • svolga il servizio civile universale;
  • per ogni figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.

Come si può fare domanda

La domanda può essere presentata:

  • accedendo dal sito INPS al servizio "Assegno unico e universale per i figli a carico” con SPID almeno di livello 2, Carta di Identità Elettronica 3.0 (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • contattando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile, con la tariffa applicata dal gestore telefonico);
  • tramite enti di patronato, attraverso i servizi telematici offerti gratuitamente dagli stessi.

Chi può accedere

oltre che i cittadini italiani, possono accedervi:

- i cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, o ai loro familiari, titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente:

- i cittadini di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o di permesso unico di lavoro autorizzati a svolgere un'attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi;

- i titolari di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzati a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi.

Lo scorso 22 febbraio, l'INPS aveva chiarito con una circolare che, coerentemente con la normativa europea e con il Testo Unico sull’Immigrazione, l’assegno spetta anche a:

- stranieri apolidi, rifugiati politici o titolari di protezione internazionale

- titolari di Carta blu

- lavoratori di Marocco, Algeria e Tunisia

lavoratori autonomi titolari di permesso di cui all’articolo 26 del T.U.

- “familiari” di cittadini dell’Unione europea (UE) titolari di carta di soggiorno o carta di soggiorno permanente (artt. 10 e 17 del D.lgs 6 febbraio 2007, n. 30)

- familiari extra UE di cittadini stranieri che siano titolari di un permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare.

A fronte delle richieste di chiarimento arrivate dalle sue strutture territoriali, il 25 luglio l’INPS ha diffuso un nuovo messaggio che esplicita ulteriormente le categorie di beneficiari, tra i quali vanno inclusi i titolari dei seguenti permessi di soggiorno:

-Lavoro subordinato (artt. 5, 5-bis, 21, 22 del D.lgs n. 286/1998 e successive modificazioni; artt. 9, 13, 14 del D.P.R. n. 394/1999 e successive modificazioni) di durata almeno semestrale;

-Lavoro stagionale (art. 24 del Decreto Legislativo n. 286/98 e successive modificazioni) di durata almeno semestrale;

-Assistenza minori (art. 31, comma 3, del T.U., rilasciato ai familiari per gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico e tenuto conto dell’età e delle condizioni di salute del minore che si trova nel territorio italiano);

-Protezione speciale (come modificato da ultimo dal D.L. n. 130/2020, convertito dalla Legge n. 173 del 2020, rilasciato laddove sussistano pericoli di persecuzione o tortura in caso di rientro nel Paese di origine);

-Casi speciali (artt. 18 e 18 bis del T.U. rilasciato a soggetti nei cui confronti siano state accertate situazioni di violenza o di grave sfruttamento).

Se il permesso di soggiorno è scaduto, "può essere ritenuta valida la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno, poiché gli effetti dei diritti esercitati nelle more del procedimento di rinnovo cessano solo in caso di mancato rinnovo, revoca o annullamento del permesso in questione".

L’INPS aggiunge che non possono invece essere inclusi nella platea dei beneficiari i titolari dei seguenti permessi:

-Attesa occupazione (art. 22 del D.lgs n. 286/1998 e successive modificazioni; art. 37 D.P.R. n. 394/1999 e successive modificazioni);

-Tirocinio e formazione professionale (art. 27, comma 1, lett. f) del D. lgs. n. 286/1998 e successive modificazioni e art. 40 e 44 bis, commi5 e 6, del D.P.R. n. 394/1999 e successive modificazioni);

-Studio (art. 39 D. lgs. n. 286/98 e successive modificazioni; artt. 44 bis, 45 e 46 DPR 394/1999 e successive modificazioni);

-Studenti / tirocinanti / alunni (art. 39 bis D. lgs. n. 286/1998 e successive modificazioni; artt.44 bis e 45 D.P.R. n. 394/1999 e successive modificazioni);

-Residenza elettiva (art. 11 D.P.R. n. 394/1999 e successive modificazioni; Decreto Ministero Affari Esteri 12 luglio 2000);

-Visite, affari, turismo

Infine, per i cittadini del Regno Unito, vale il doppio regime deciso in seguito alla Brexit: sono equiparati ai cittadini dell’Unione europea e quindi possono accedere all'assegno se residenti in Italia entro il 31 dicembre 2020, altrimenti sono parificati agli altri cittadini extraUe e possono accedere all'assegno solo se titolari di uno dei permessi di soggiorno già elencati.

Per altre informazioni: clicca qui

Almeno 10 mila lavoratori agricoli migranti vivono in insediamenti informali in Italia. Luoghi di privazione dei diritti e sfruttamento, in molti casi presenti da diversi anni, privi di servizi essenziali e di servizi per l’integrazione.

È l'evidenza più critica del Rapporto su “Le condizioni abitative dei migranti che lavorano nel settore agroalimentare” pubblicato oggi dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani nell’ambito del Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato 2020–2022

Il Rapporto, realizzato dalla Fondazione Cittalia dell'ANCI, presenta i risultati di un’indagine senza precedenti per copertura nazionale e ampiezza di restituzione. Oltre la metà dei Comuni italiani ha compilato un questionario su presenze, flussi, caratteristiche dei lavoratori agricoli migranti e sistemazioni alloggiative: da abitazioni private e strutture, temporanee o stabili, attivate da soggetti pubblici o privati, fino a insediamenti informali o spontanei non autorizzati. Sono stati censiti anche i servizi a disposizione degli ospiti, così come gli interventi per l’inserimento abitativo promossi dai Comuni stessi.

Per la Regione Marche, hanno partecipato all'indagine 108 comuni (su 225): 21 di essi segnalano la presenza di lavoratori migranti (stagionali e/o stanziali) nel settore agro-alimentare.

Il rapporto è scaricabile qui

Fonte: integrazionemigranti.gov.it

 

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha realizzato una ricognizione delle attività svolte nel 2021 dalle associazioni iscritte al Registro delle associazioni e degli enti che operano a favore dei cittadini migranti

Il Registro, la cui tenuta è curata della Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è attivo dal novembre 1999 ed è articolato in due sezioni: 

• nella Prima sezione sono iscritti enti ed associazioni che svolgono attività a favore dell'integrazione sociale degli stranieri (ai sensi dell’art. 42 T.U.); 

• nella Seconda sezione, sono iscritte le associazioni, gli enti e gli organismi privati abilitati alla realizzazione dei programmi di assistenza e integrazione sociale di cui all'articolo 18, comma 3, del T.U. A questa sezione afferiscono quindi le organizzazioni che svolgono assistenza sociale e prestano servizi in materia di violenza contro le donne, prostituzione, tratta, violenza e abusi sui minori, assistenza ai lavoratori in condizione di grave sfruttamento.

Fra quelle che hanno svolto attività nel 2021, hanno sede nelle Marche 15 associazioni iscritte alla prima sezione e 2 iscritte alla seconda.

Il report è articolato in tre parti. La prima offre una panoramica sugli enti iscritti alla Prima e alla Seconda sezione del Registro in relazione a variabili quali la forma giuridica, la distribuzione territoriale, l’ambito geografico di intervento, la tendenza ad aderire a reti - sia su base territoriale che tematica - e i settori di attività prevalenti. Inoltre, viene analizzata la propensione o meno a lavorare in partenariato sui singoli progetti e le caratteristiche dei rappresentanti legali in relazione a genere e nazionalità di provenienza. La seconda e la terza parte sono dedicate ai progetti realizzati rispettivamente dagli enti iscritti alla Prima e alla Seconda sezione, con approfondimenti sulla tipologia di attività realizzate, i fondi utilizzati, i beneficiari degli interventi e le risorse umane impiegate.

Il report è scaricabile qui

 

Fonte: integrazionemigranti.gov.it  

 

La Bosnia tra passato e presente al centro della XVI edizione della manifestazione con il recital in esclusiva Le rose di Sarajevo di e con Erri De Luca.
Il premio 2022 alla cantante bosniaca Amira Medunjanin, ambasciatrice della musica Sevdah nel mondo.

Grandi ospiti, un Festival ancora più diffuso in città, che toccherà nuovi luoghi, e un’importante anteprima. Sono gli ingredienti principali della XVI edizione di Adriatico Mediterraneodal 31 agosto al 4 settembre ad Ancona. La Bosnia-Erzegovina tra passato e presente, con le ferite mai dimenticate della guerra e la voglia di futuro, sarà la protagonista di AdMed 2022, a trent’anni dall’assedio di Sarajevo e in concomitanza con la presidenza di turno del Paese della Macroregione Adriatico Ionica, istituzione da sempre legata a doppio filo alla manifestazione. La kermesse è dunque un invito a conoscere questo Paese, simbolo del conflitto nei territori della ex Jugoslavia, ma che con gli anni ha saputo scrivere nuove pagine della sua storia. Un invito che si percepisce già dalla nuova immagine del Festival, curata dallo studio Bpr Associati e creata da Aurora Andreani, che si è ispirata alla storia delle donne bosniache, che «durante l’occupazione ottomana, per paura, erano solite tatuarsi simboli sacri. Usanza che è scomparsa – ha spiegato Andreani –, ma che molti giovani stanno recuperando. E poi il vento tra i capelli, sotto il copricapo della tradizione, come segno di di novità». Come un invito a conoscere cosa è stato e cosa succede ora in Bosnia è il potente spettacolo, un’esclusiva per Adriatico Mediterraneo, che aprirà la XVI edizione del Festival, Le rose di Sarajevo, scritto e con Erri De Luca, per la regia di Cosimo Damiano Damato e con Giovanni Seneca e Anissa Gouizi. Ma anche grazie alla voce di Amira Medunjanin, cantante bosniaca, ambasciatrice nel mondo della musica Sevdah, alla quale andrà il Premio Adriatico Mediterraneo 2022.

«È un anno delicato per la regione balcanica, ce lo dimostrano le tensioni di domenica scorsa in Kosovo, segno che è necessario continuare a porre attenzione in quell’area – ha affermato l’ambasciatore Fabio Pigliapoco, capo del Segretariato permanente dell’Iniziativa Adriatico Ionica, tra i partner del Festival –. È evidente che i valori contenuti nella Carta di Ancona (il documento firmato nel 1999 a conclusione della guerra dei Balcani come dichiarazione di intenti per la cooperazione e la costruzione della pace, ndr) sono ancora attuali e devono essere costantemente perseguiti. Questo ci spinge anche a sostenere con convinzione il Festival Adriatico Mediterraneo che interpreta e rende concreti quei principi. Il nostro legame con il Festival è indissolubile e quest’anno lo seguiremo con occhio ed orecchio ancora più attenti».

Anche nel 2022 Adriatico Mediterraneo Festival, fedele alla sua tradizione ed alla sua stessa essenza, sarà il momento di incontro e fusione tra i linguaggi artistici delle comunità adriatiche e mediterranee, occasione di riflessione sui temi della cooperazione internazionale e dei diritti umani, con numerosi appuntamenti in diversi luoghi della città. Alla Mole, luogo per antonomasia della kermesse, e al Passetto, si aggiungono quest’anno i nuovi luoghi di piazza del Plebiscito per gli incontri di approfondimento, e la Pinacoteca civica, “Francesco Podesti”.

«Adriatico Mediterraneo, nel panorama delle attività di spettacolo dal vivo di Ancona mantiene un suo specifico ruolo di relazione con il panorama internazionale ed in particolare con un’area molto vicina a noi, ma che continuiamo a conoscere poco – ha dichiarato Paolo Marascaassessore alla Cultura del Comune di Ancona, cofinanziatore del Festival –. Sentiamo fortissima la necessità di fare stare assieme le popolazioni, in particolare i giovani, di questi Paesi per disegnare il presente ed il futuro di questo territorio comune che è l’Adriatico e della sua cultura».

Il via al Festival il 31 agosto, con però un’importante anteprima il 17 agosto, in collaborazione con il Museo Omero e Sensi d’estate alla Mole, dove andrà in scena Le musiche del Mare con Giovanni Seneca e l’Orchestra Sinfonica G. Rossini di Pesaro. Non solo protagonista sul palco come musicista, Giovanni Seneca, direttore artistico del Festival, ha costruito un cartellone ricco di appuntamenti, con nomi conosciutissimi nel panorama internazionale e due grandi esclusive nate proprio per il Festival, lo spettacolo con Erri De Luca ed il concerto di Amira Medunjanin. «De Luca parlerà di Izet Sarajlić, il poeta più rappresentativo della Bosnia, testimone della tragedia di quel Paese, ma parlerà anche di cosa accade ora in quei luoghi in uno spettacolo creato proprio per AdMed – ha illustrato Seneca –. Io e  Anissa Gouizi faremo da contrappunto musicale. Amira è una vera e propria star della musica Sevdah. Ha il merito di aver ripreso le canzoni di questa tradizione e di averle riproposte in chiave moderna. È anche per questo suo impegno culturale che riceverà il Premio Adriatico Mediterraneo 2022. Alle nostre ormai note albe al Passetto avremo poi il meglio della World Music italiana».

Tra i sostenitori del Festival Adriatico Mediterraneo anche la Regione Marche, il cui saluto è arrivato in un video messaggio dell’assessore alla Cultura, Giorgia Latini. Tra i partner anche l’Associazione italiana di cultura classica, che ha organizzato tre incontri all’interno del programma del Festival, come ricordato dalla presidente, la professoressa Mara Tirelli.

IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL
L’anteprima del Festival il 17 agosto: il concerto Le musiche del mare in collaborazione con il Museo Omero e Sensi d’Estate

I diversi tipi di chitarra (classica, battente e flamenca) del Maestro Giovanni Seneca dialogano con gli archi dell’Orchestra Sinfonica “G. Rossini” di Pesaro, in un concerto che propone all’ascolto brani con riferimenti che provengono da diverse aree geografiche bagnate dal Mediterraneo: dai Balcani al Sud Italia passando per la Grecia. Il classicismo, il folclore e la modernità si incontrano, intrecciandosi a vicenda, in un affascinante itinerario poetico alla ricerca dell’anima popolare della musica, fra cangianti contrasti di stili, citazioni, atmosfere e suggestioni differenti. Mercoledì 17 agosto alle 21.30 alla Mole in collaborazione con Museo Omero.

Premio Adriatico Mediterraneo 2022 a Amira Medunjanin

Cantante bosniaca, Amira Medunjanin è ambasciatrice nel mondo della musica Sevdah, musica popolare suonata principalmente in Bosnia, ma anche in alcune parti della Serbia meridionale e della Macedonia. A lei va il Premio Adriatico Mediterraneo 2022, che le verrà consegnato il 1 settembre.

Erri De Luca, Giovanni Seneca, Cosimo Damiano Damato, Anissa Gouiz, Amira Medunjanin, Veja, Maria Mazzotta e tAman: i protagonisti di AdMed2022, in collaborazione con AMAT

Cinque spettacoli alla Corte della Mole (h 21.30) all’insegna della qualità e del talento degli artisti sul palco: sono le serate di Adriatico Mediterraneo 2022 nel cuore del Lazzaretto.

Mercoledì 31 agosto, uno degli eventi più attesi del Festival: il recital in esclusiva per Adriatico Mediterraneo di e con Erri De LucaLe rose di Sarajevo. A vent’anni dalla scomparsa del poeta Izet Sarajlić, il cantore di Sarajevo testimone della tragedia della Bosnia, che più di tutti i poeti del Novecento è riuscito a raccontare la grande ferita della guerra, Erri De Luca suo amico e fratello di poesia, Cosimo Damiano Damato e l’ensemble Minuscola Orchestra Balcanica di Giovanni Seneca con Anissa Gouizi gli rendono omaggio con questo spettacolo di musica e parole.

Amira Medunjanin salirà sul palco della Mole giovedì 1 settembre. Nata a Sarajevo, Amira è sempre stata affascinata dalla tradizione orale della Bosnia ed Erzegovina e della più ampia regione balcanica. Questo l'ha portata a dedicarsi alla creazione di una voce unica all'interno di sevdah per esplorare appieno la sua capacità espressiva. Soprannominata “Bosnia’s Billie Holiday” dal giornalista musicale e autore Garth Cartwright, il confronto riflette il modo in cui Amira capovolge sevdah, trovando nuovi contesti e forme all'interno di una tradizione vecchia di centinaia di anni.

Venerdì 2 settembre sarà la volta della band croata Veja. La ricerca nell'ambito della musica popolare istriana e sull'esecuzione di questa secondo arrangiamenti moderni con strumenti tradizionali è il fulcro del lavoro della formazione. Il progetto musicale è iniziato nel 2007, l’idea era quella di creare un gruppo che suonasse canzoni e melodie tradizionali, ma in uno stile moderno e riarrangiato, usando cornamuse istriane, fisarmonica, basso e djembe.

Sabato 3 settembre a riempire di note la Corte sarà Maria Mazzotta con il suo Amoreamaro, l’album d’esordio solista, pubblicato nel marzo 2020, grazie al quale l’artista ha realizzato più di 80 concerti in oltre 20 Paesi europei. Un'intensa e appassionata riflessione, da un punto di vista femminile, sui vari volti dell'amore: da quello grande, disperato e tenerissimo a quello malato, possessivo e abusato. Sul palco con Maria Mazzotta, oltre al fisarmonicista Antonino De Luca in tour con lei per presentare in duo l’album Amoreamaro, ci saranno anche Cristiano Della Monica alle percussioni ed Ernesto Nobili alle chitarre, straordinari musicisti e producer con cui Mazzotta sta lavorando ad un nuovo progetto.

Gran finale, domenica 4 settembre, affidato a tAman ovvero “musica con la giusta quantità di amore”. Il sangue balcanico scorre attraverso questi maestri musicisti (cinque gli elementi che compongono la band) trasmutando le malinconiche melodie bosniache e macedoni in qualcosa di ottimista, ritmicamente selvaggio e irresistibile. In tAman si fonde pathos balcanico e passione urbana, si rielaborano audacemente i tradizionali desideri romantici di sevdalinke e le canzoni popolari bosniache. I membri del gruppo Maida DžinićJelena ŽdraleJelenaMarjan StanićNino de Gleria e Luka Ropretsi si sono incontrati per la prima volta nei centri per rifugiati di Lubiana nel 1995.

I concerti al Passetto: la musica all’alba di Adriatico Mediterraneo

Non sarebbe Adriatico Mediterraneo Festival senza i concerti al sorgere del sole. Cinque gli appuntamenti alla scalinata del Monumento ai Caduti alle 6. Si parte mercoledì 31 agosto con Davide Ambrogio in Evocazioni e Invocazioni. Classe 1990, Davide Ambrogio è un cantante e polistrumentista calabrese che costruisce intorno alla voce uno spettacolo immersivo attraverso l’utilizzo di lira, chitarra con matite, tamburo a cornice, zumpettana, zampogna e live electronics. È capace di tradurre un’espressione vocale legata alla tradizione orale Aspromontana in elementi sonori contemporanei. Ciascun brano è legato a una specifica funzione, dalla ninna nanna al canto di protesta, dal lamento allo scongiuro.

AreaSud sarà il buongiorno giovedì 1 settembre a suon di tarantelle, ma anche di canti rituali, favole e serenate che raccontano con il suono e la lingua nativa, un pezzo di storia dei musicisti stessi, della gente comune che li ha preceduti. Il quartetto AreaSud - formato da Maurizio Cuzzocrea (chitarra battente, marranzano, tamburello, voce), Franco Barbanera (friscalettu, zampogna a chiave, gaita galiziana, flauti), Marco Carnemolla (basso, voce) e Mario Gulisano (tamburelli, bodhràn, marranzano, voce) - esegue musiche tradizionali principalmente legate alle culture siciliane e calabresi, senza risultare mai strettamente filologico, ma lasciando ampio spazio all'interpretazione personale e quindi a quel processo di permanente composizione e ri-creazione che è caratteristico della musica di tradizione orale.

Venerdì 2 settembre sarà la volta del duo Favro-Mlinar in concerto. Kristina Mlinar, cantante e violinista classica da Banja Luka (Bosnia ed Erzegovina) e Piercarlo Favro, chitarrista improvvisatore da Trieste, reinterpretano alcune tra le sevdalinke più celebri della tradizione bosniaca, combinando le rispettive culture, le proprie influenze e i diversi stili di interpretazione, ponendosi così in un rapporto unico rispetto agli stilemi del linguaggio musicale tradizionale.

La chitarra di Claudio Farinone e la fisarmonica di Fausto Beccalossi saranno le protagoniste dell’alba di sabato 3 settembre. In questo singolare duo confluiscono due approcci creativi diversi, due mondi timbrici e tessuti armonici che nell'incontrarsi danno vita a un nuovo spazio stilistico. Il loro concerto è simile ad un album di ritagli fatto di tracce uditive scaturite dall’immaginario musicale dei due attori. Una sorta di scrapbook dove ognuno dei due protagonisti conserva ed osserva gli appunti sonori caratterizzanti la propria storia di musicista, condividendoli con l’altro. I due musicisti si muovono travalicando generi di appartenenza, confini, modalità esecutive. La musica del duo non è né classica né jazz, non è totalmente scritta e nemmeno completamente improvvisata.

Si parte per un Viaggio in Armenia domenica 4 settembre con la performance di Laurent Boutros. Lo spettacolo trasporta nella suggestiva cultura musicale popolare caucasica attraverso l’esecuzione strumentale chitarristica. Un viaggio attraverso i continenti fra Occidente e Oriente con le loro diversità culturali. Composizioni originali di Laurent Boutros (chitarra classica) ispirato dalle musiche popolari d'Armenia e altri paesi Caucasici.

La novità: i concerti in notturna alla Pinacoteca

La Galleria civica “Francesco Podesti” apre le porte di notte per due appuntamenti imperdibili. Venerdì 2 settembre alle 23.15 con Alessandro D’Alessandro solo in Canzoni per organetto ‘preparato’ ed elettronica. Organettista, produttore e compositore, Alessandro D’Alessandro ha portato uno strumento tipico della tradizione popolare come l'organetto a dialogare con altri stili, ritmi ed armonie, ampliandone notevolmente le capacità espressive. Per AdMed si presenta come solista, con la trasposizione di alcuni classici nel linguaggio di un organetto che, nelle sue mani, sembra assumere «il respiro di un'orchestra».

Si replica, sempre alle 23.15sabato 3 settembre con Sita di Alessia Tondo. Dall'infanzia nel gruppo Mera Menhir alla popolarità internazionale con il Canzoniere Grecanico Salentino, Alessia Tondo è una delle voci più belle e significative del panorama pugliese. È stata lanciata dai Sud Sound System, a soli tredici anni è diventata voce solista dell'Orchestra della Notte della Taranta. Sita è il suo primo lavoro da solista con il quale decide di dare la propria “visione” della musica popolare. Un lavoro prezioso, intimo ma al tempo stesso universale, magico e profondo. Sita in dialetto salentino significa melograno, frutto che in tutta l’area del Mediterraneo è simbolo di buon augurio. E così l’album Sita svela un volto misterico e terapeutico della musica popolare come una forma di esorcismo contro i cattivi pensieri, un rito di guarigione catartico che si compie ogni volta attraverso le parole e la sua musica.

Il focus sulla Bosnia, i grandi temi degli incontri di AdMed2022 nella nuova location di piazza del Plebiscito

Saranno tre gli incontri di approfondimento sulla Bosnia tra passato e presente, tra le vecchie ferite della guerra e la voglia di futuro (h 19). Si inizia giovedì 1 settembre nell’insolita cornice per AdMed di piazza del Plebiscito con l’incontro con Michael L. Giffonidiplomatico ed ex ambasciatore d'Italia in Kosovo che dialogherà con lo storico, Sergio Sparapani.

Venerdì 2 settembrePaesaggi d'ombre. Bosnia tra viaggio e nuova migrazione. Il poeta Loris Ferri in dialogo con Lucrezia MichelottiLuca Palombi, soci e volontari dell’associazione Lutva. Dal cuore dell’esperienza dell’associazione Lutva, attraverso un nuovo modo di intendere il viaggiare, viene presentata l’anima dei luoghi vivi, degli incontri più inattesi e delle ferite umane, fino al racconto del progetto internazionale Refest, sulle nuove rotte della migrazione, da cui prende vita il libro: Cinema Sarajevo di Loris Ferri (Ensemble 2022).

Domenica 4 settembre si chiude il ciclo di incontri con La Bosnia di ieri e di oggi, la lezione di quella guerra. Dialogo tra Andrea Angeli, già funzionario Onu-Nato, Miranda Sidran, ambasciatrice e Francesco Curzi, giornalista.

Il potere e l’importanza della parola, l’antica commedia, la formazione della coscienza, tra i temi degli incontri a cura dell’Associazione italiana di cultura classica

Appuntamenti ormai fissi del Festival, gli incontri a cura dell’Associazione italiana di cultura classica, tutti i pomeriggi a Spazio Cinema alla Mole. Primo appuntamento giovedì 1 settembre alle 18.30 con Facciamoci una risata! Di cosa ride la commedia greca antica, con Luigi Bravi presidente Accademia Raffaello. Usualmente relegata all’ombra della grande poesia tragica, la commedia greca antica è sempre stata considerata qualcosa di “inferiore”, ma a un’analisi attenta la commedia di Aristofane rivela una modalità molto raffinata del ridere dei Greci antichi. Una rassegna di passi e situazioni renderà ragione del ridere di quegli uomini solo in apparenza lontano dagli uomini di oggi.

Venerdì 2 settembre sempre alle 18.30 incontro con il professor Ivano Dionigi Le parole sono importanti. La parola come bene più prezioso, la qualità più nobile, il sigillo più intimo. A una persona, a un gruppo, a una popolazione si possono togliere averi, lavoro, affetti: ma non la parola. La mancanza o la mutilazione della parola negano l’identità, escludono dalla comunità, confinano alla solitudine e riducono allo stato animale.

Infine sabato 3 settembre alle 18.30 La coscienza del moscerino, incontro con il professor Giorgio Vallortigara. Docente di Neuroscienze all’Università di Trento, autore di libri divulgativi e di più di 300 articoli scientifici, Vallortigara intende mostrare come le forme basilari della vita mentale non necessitino di grandi cervelli, come i più invece ritengono.

Biglietteria e prezzi

I biglietti per i concerti alla Corte della Mole (10 euro) sono già in vendita su https://www.vivaticket.com/ e saranno disponibili anche nelle serate dei concerti.

 

Fonte: Adriatico Mediterraneo Festival

 

Programma completo qui

Martedì, 02 Agosto 2022 10:07

Tunisia: approvata la nuova costituzione

Lunedì 25 luglio si è tenuto in Tunisia il referendum per l'approvazione della nuova Costituzione voluta dal presidente Kais Saied. Il referendum non prevedeva quorum: ha votato circa un quarto degli aventi diritto, con un voto a favore della riforma che ha superato il 90%.

La riforma costituzionale prevede un presidenzialismo spinto, un parlamento bicamerale (una camera rappresenterà le Regioni) e una riduzione dell'indipendenza della magistratura.

Diversi osservatori internazionali hanno espresso preoccupazione per la svolta accentratrice voluta da Kais Saied, manifestatatasi già ben prima del voto del 25 luglio. Molti parlano esplicitamente di "fine della Primavera".

Per saperne di più:

- Diritti comparati, 28 luglio: Tunisia: la Costituzione di Kaïs Saïed

- Corriere della Sera, 28 luglio: La nuova Costituzione della Tunisia mette in pericolo i diritti umani

- Confronti, 29 luglio: Tunisia. Approvata la nuova Costituzione: fine della Primavera?

 

Martedì, 26 Luglio 2022 11:48

Storie di accoglienza: un podcast

Percorsi di secondo welfare, un laboratorio di ricerca e informazione che dal 2011 si occupa dei cambiamenti in atto nel welfare italiano, si interroga su come evolve il sistema di accoglienza dopo la crisi ucraina.

Quanto stiamo facendo per gli ucraini in fuga dalla guerra resterà un'eccezione o cambierà il sistema di accoglienza? Se ne parla in un podcast qui.

 

Da alcuni giorni la stampa locale segnala la presenza di migranti, soprattutto dall'Asia Meridionale, accampati in condizioni precarie nei pressi della Questura di Ancona.

A seguito dell'intervento della Prefettura, si stanno iniziando ad individuare soluzioni di accoglienza.

Per la ricostruzione della vicenda sui media segnaliamo:

  1. 24 giugno, CentroPagina: Profughi, Ambasciata dei Diritti: «Difficoltà di accesso alla procedura di protezione internazionale»
  2. 29 giugno, TGR Marche: L'odissea di 10 profughi ad Ancona: "Noi, costretti a dormire nei parchi senza poterci lavare"
  3. 13 luglio, Il Fatto Quotidiano: Ancona, migranti pakistani ammassati vicino alla Questura. “Abbiamo fatto un lungo viaggio e chiediamo soltanto di essere accolti”
  4. 13 luglio, Il Resto del Carlino: Siamo qui da giorni, ma nessuno ci ascolta
  5. 14 luglio, Il Resto del Carlino: Accampati per avere i documenti. Il Prefetto convoca questore e Comune
  6. 15 luglio, Il Resto del Carlino: Profughi accampati, trovati 12 posti. "Priorità a chi aveva più bisogno"
  7. 16 luglio, Il Resto del Carlino: La prefettura scandaglia la provincia e trova altri dieci posti per i profughi

Entro la fine di quest’anno la popolazione umana raggiungerà quota 8 miliardi. La crescita globale è lenta, ma boom di fertilità in otto Paesi.

 

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Martedì, 12 Luglio 2022 15:54

Noi donne dell'est. Noi cittadine del mondo

All'interno della rassegna "Impronte femminili", presentazione di un docufilm a cura di Elena Tonelli, in anteprima sabato 16 Luglio al Teatro Angel dal Foco di Pergola.

Albanesi, romene, ucraine, moldave sono le origini di provenienza assolutamente più presenti delle Donne straniere residenti nel nostro territorio.
Donne che per motivi diversi hanno scelto o sono state costrette a scegliere il nostro territorio come nuova casa;
Donne la cui nazionalità di provenienza, nel tempo, si è sovrapposta a professioni specifiche, quasi sempre legate alla cura, definendo un fenomeno antropologico sociale.
Fino a che punto possiamo spingerci ad affermare che le Donne dell'Est hanno permesso l'emancipazione delle Donne italiane, sostituendole progressivamente nella cura della casa e degli anziani genitori?
Chi sono e come vivono queste operose Donne che vengono da lontano, spesso laureate e spesso con una famiglia da mantenere a distanza?
Da quali conflitti sono state costrette e scappare e da quali scappano ancora?
(da pagina FB Impronte femminili
 
Per ulteriori informazioni, sito web dell'evento qui
Lunedì, 11 Luglio 2022 12:20

Cosa succede in Sri Lanka?

La situazione in Sri Lanka è critica da diversi mesi. Ora anche gli equilibri politici consolidati nell'ultimo decennio stanno venendo meno. 

L'economia in default e l'instabilità politica sono motivo di grande preoccupazione anche per la diaspora dello Sri Lanka in giro per il mondo.

Nelle Marche, sono ca. 1.000 i cittadini srilankesi residenti, per lo più presenti in provincia di Pesaro e Urbino. In particolare, la comunità più grande è ospitata nel comune di Pesaro, che conta ca. 500 residenti - il quinto gruppo di stranieri più grande della città. Un report sulla presenza srilankese in Italia è disponibile qui

Per approfondimenti in italiano sulla situazione in Sri Lanka, consigliamo:

- le notizie su Il Post qui

- le notizie su RaiNews qui

Per informazioni in lingua inglese, consigliamo BBC News qui

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