Migranti e contribuenti

In Italia c’è un piccolo esercito di contribuenti, forte di oltre 2,3 milioni di operai, badanti, muratori, commercianti, che lo scorso anno ha dichiarato un reddito di 30,3 miliardi di euro. È l’esercito dei lavoratori stranieri. Quanto valgono le loro tasse? Circa quattro miliardi di euro l’anno. Un bel tesoretto, se si pensa che 4 miliardi è la somma stanziata dal decreto “Cura Italia” per la cassa integrazione in deroga (a seguito dell’emergenza Covid) e sempre 4 sono i miliardi previsti dal decreto “Rilancio” per la cancellazione di due rate Irap alle imprese in difficoltà.

La metà dei contribuenti stranieri in 4 regioni. A fotografare l’impatto fiscale dell’immigrazione in Italia è uno studio della Fondazione Leone Moressa, che analizza i dati del Mef sulle dichiarazioni dei redditi del 2020. Ebbene, se si considera la più vasta platea dei nati all’estero, i numeri “raccontano” di 4,2 milioni di contribuenti, che hanno dichiarato 60,2 miliardi di euro di redditi e versato 9 miliardi di euro di Irpef. Osservando i dati regionali, oltre la metà dei contribuenti nati all’estero si concentra in quattro regioni: Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Lazio. Mediamente un contribuente nato all’estero ha dichiarato 14.680 euro, quasi 8mila euro in meno rispetto a un contribuente italiano.

La comunità romena è la più numerosa. Limitandosi ai contribuenti con cittadinanza straniera (molti nati all’estero sono italiani), «possiamo stimare un numero di contribuenti pari a 2,3 milioni – scrivono i ricercatori della Moressa – da qui è possibile calcolare il volume dei redditi dichiarati dai contribuenti stranieri (30,3 miliardi di euro) e il volume di Irpef versata (4 miliardi). La comunità più rappresentata rimane quella della Romania con oltre 635mila contribuenti, seguita da Albania (162mila) e Cina (149mila). La media di reddito pro-capite passa da 14.680 (nati all’estero) a 13.101».

Fonte: Repubblica