La riforma del regolamento di Dublino

Il 5 giugno scorso a Lussemburgo si sono riuniti i ministri dell’Interno dell’Unione europea per discutere della riforma del regolamento di Dublino, il sistema comune europeo sull’asilo. I ministri hanno respinto la proposta di compromesso sulla riforma del trattato di Dublino presentata della presidenza bulgara.

La questione su cui non si è trovato un compromesso tra gli stati europei riguarda l’introduzione delle quote di ripartizione dei richiedenti asilo all’interno dello spazio europeo. Si tratta di una questione che è stata inserita dall’Agenda europea sull’immigrazione nel 2015 e che mette in discussione il regolamento di Dublino III, ovvero il principio secondo cui il paese di primo ingresso in Europa è responsabile della domanda di asilo del migrante.

Fino ad ora le quote di ripartizione sono sempre state osteggiate dai paesi dell’Europa orientale, in particolare dal gruppo di Visegrád (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria.

Le posizioni di Matteo Salvini sono state rappresentate dall’ambasciatore Maurizio Massari e dalla prefetta Gerarda Pantaleone, i quali hanno respinto la riforma insieme alla Spagna e ai paesi del gruppo di Visegrád. Si sono espresse negativamente Germania, Austria, Estonia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca, mentre il Regno Unito non si è espresso.

La questione è stata rinviata al Consiglio europeo in programma per il prossimo 28-29 giugno.

Fonte: Repubblica